29/05/2026 — Storie della federazione

Dalle sagre alla politica della comunità: vent’anni di Pro Loco trentine

Insieme al nostro direttore uscente Ivo Povinelli, che ha vissuto il mondo Pro Loco per quasi 20 anni, tracciamo la traiettoria di un movimento che sembrava condannato dalla riforma del turismo del 2002 e che invece oggi si è ritagliato un ruolo di inedito valore sociale ed umano.

 

Dalle sagre alla politica della comunità: vent’anni di Pro Loco trentine

di Ivo Povinelli

Nel 2005 un convegno al Mart si interrogava su un tema caldo: “Pro Loco al bivio: dentro o fuori dal turismo”. Vent’anni dopo, quella domanda appare quasi ingenua. Le Pro Loco trentine non solo sono sopravvissute alla riforma che le estrometteva dalla promozione turistica, ma sono cresciute da 139 a 230 associazioni federate, con prospettive di superare ampiamente quota 240 entro fine 2026.

A fare il bilancio di questa trasformazione è Ivo Povinelli: sociologo, counsellor, con una seconda laurea in Psicologia in cantiere, Povinelli si è dedicato per quasi 20 anni non solo a dirigere il vasto panorama delle Pro Loco in Trentino, ma a osservarlo (tra gli unici in Italia) con metodo scientifico, per indagare le peculiarità, le dinamiche, i risvolti sociali ed umani che caratterizzano il fenomeno del volontariato. Il risultato di questo decennale lavoro sono tre studi di ricerca, nel 2012, nel 2020 e uno che verrà presentato a fine maggio, in occasione dell’Assemblea annuale delle Pro Loco trentine.

  • Da protagoniste del turismo a presidio di comunità

Gli anni 2000 sono stati anni di enorme cambiamento per le Pro Loco. E’ del 2002 infatti la riforma del turismo che sancì l’esclusione delle Pro Loco dal ruolo di soggetti di promozione turistica, limitando le loro funzioni all’animazione e all’accoglienza. «Un posto in qualche modo stretto», ricorda Povinelli, «vissuto dai pionieri del destination marketing come una messa all’angolo delle Pro Loco». Negli anni successivi scompaiono anche i consorzi Pro Loco, le aggregazioni locali che svolgevano promozione dove non esisteva un’Apt. Il quadro si ridisegna radicalmente, eppure il movimento non declina. Piuttosto, diventa una sfida che costringe le Pro Loco a interrogarsi sul ruolo che vogliono assumere nei confronti del loro territorio. Dopo una decina di anni di sforzi, anche da parte della Federazione, per “riportare le Pro Loco nel turismo”, come spesso accade la soluzione arriva da sè ed in modo inaspettato. Il COVID costringe a ripensare radicalmente il significato del fare Pro Loco, e quello che si pensava sarebbe stato l’ecatombe per moltissime associazioni, si è trasformata in un luminol che ha portato in superficie il senso profondo della loro attività: il tenere insieme le persone indipendentemente dagli eventi, il loro essere presidio di vita comunitaria.

  • Meno performance, più processo

Oggi, a sei anni di distanza da quella presa di coscienza da parte delle Pro Loco, il quadro si è chiarito ulteriormente. Anche grazie alle ricerche sul campo, svolte insieme alla collega Chiara Dallapè, Povinelli ha rintracciato come il cambiamento di paradigma del fare Pro Loco risieda in nuce nella motivazione dei volontari. «Cambiano le priorità delle persone», spiega Povinelli. «La generazione che aveva conosciuto la povertà del dopoguerra faceva volontariato con un senso diverso. Oggi le persone vogliono sentirsi bene dove vivono, sentirsi attive, creative, parte di qualcosa che va oltre sé stesse. Le Pro Loco vive fanno questo, coinvolgono i volontari e fanno sentire forte il legame di appartenenza delle persone con le comunità. E quel “sentire” dà loro l’impressione di una vita ricca di significato e piena, che vale la pena di essere vissuta.”

Questo si traduce anche in un’estetica diversa dell’agire: «Vedo nelle Pro Loco meno attenzione alla prestazione e più cura del processo. Ci sono stati tempi in cui si puntava al programma memorabile, al gruppo che attira grandi numeri. Oggi spiccano numerosissime azioni di attenzione al paese, dove il cosa lascia il passo al perché e dove l’importante è il processo comunitario collettivo, non la perfezione dell’evento».

  • La Pro Loco come soggetto “politico”

E da qui si giunge al cambio di senso più importante nel comparto Pro Loco. Non si tratta più di collocarsi tra turismo o non turismo, ma di qualcosa di molto più grande. “La scelta delle Pro Loco è oggi tra essere o meno un soggetto politico: decidere se si vuole contribuire a costruire il destino di una comunità nella sua dimensione pubblica». Non partitica, precisa, ma «attenta alla polis, allo spazio comune in cui si negozia su ciò che riguarda tutti». E infatti negli ultimi anni sono proliferate iniziative dedicate all’ambiente, dalle Giornate ecologiche alle piantumazioni, iniziative di inclusione, eventi culturali. Attività che non finiscono con la conclusione dell’evento, ma che disegnano una nuova geografia dei valori e di cosa sia importante per le persone che abitano in quel luogo. Anche le tradizioni stesse (si pensi ai carnevali antropologici, ai riti della primavera, alle sagre dei patroni) sono vissute come occasioni in cui il genius loci si trasforma nelle mani delle nuove generazioni.

  • Una Federazione che evolve con le Pro Loco

In questo cambiamento profondo di senso, anche la Federazione ha dovuto seguire un’evoluzione: da struttura che riuniva i consorzi, è diventata punto di riferimento per le associate e i loro quasi 20.000 volontari in materia di servizi, formazione e indirizzo strategico. E poi, nel 2020, il neoeletto direttivo della Federazione ha posto le basi per un processo di cambiamento radicale del focus stesso della Federazione, che ha iniziato a dedicare energie al sostegno dei giovani volontari, a valorizzare la leadership femminile, a allacciare relazioni in ambito culturale con soggetti cardine del territorio.
Le linee guida per i prossimi anni parlano infatti di patrimonio immateriale, professionalizzazione dei volontari, sostenibilità, inclusione. La domanda del convegno del 2005 (dentro o fuori dal turismo) ha trovato una risposta che nessuno aveva previsto: dentro la comunità.