26/08/2026 — Storie della federazione

Il dialetto social e condiviso della Pro Loco di Predazzo

predazzo

Il dialetto di una località conserva la storia e la cultura della comunità che lo parla.

C’è chi non lo conosce, chi sa solo qualche parola, chi lo parla tutti i giorni assieme all’italiano e c’è chi trova una formula innovativa e alternativa per raccontare il proprio paese attraverso l’idioma locale, come ha fatto la Pro Loco di Predazzo.

I volontari dell’associazione hanno concretizzato questo obiettivo nel progetto “Doi ciacere en Pardacian”, che, a partire da maggio 2026 utilizza i social per far conoscere parole, frasi e proverbi in dialetto del posto.

Nella rubrica che riprende il titolo del progetto, modi di dire come “Ndàr sul péc” (Andare sull’abete), “Magna e tasi e dì che l’è bòn” (Mangia, stai zitto e dì che è delizioso) e “Slargaloche” (Allarga-pozzanghere) sono diventati, settimana dopo settimana, i protagonisti di un divertente dizionario social. Ogni voce viene contestualizzata con piccoli aneddoti, spiegazioni articolate e consigli di vita conditi con una punta d’ironia, creando curiosità  e attivando ricordi in chi queste cose le conosce già.

Parole e nomi di luogo dialettali compongono titoli unici, originali e facilmente comprensibili degli eventi organizzati dalla Pro Loco, da “Pardac de mercol sera” a “La Marendola della Pro Loco”.

I volontari raccontano: “A Pardàc l’è sempre festa” è un modo di dire che “è il manifesto identitario di una comunità che non perde mai l’occasione per fare squadra, valorizzare le proprie radici e trasformare qualsiasi momento in un’occasione di ritrovo”, come è per esempio ogni 25 luglio nella sagra del patrono San Giacomo o al Catanàoč ‘n festa del 21 agosto, manifestazione dedicata ai vecchi mestieri e alle eccellenze gastronomiche, a cui la Pro Loco ha partecipato con il suo stand degli spatzle e dove si tocca con mano lo spirito di collaborazione tra le varie associazioni del paese.

 

Nel dizionario è entrato anche il detto “Màl del campanil”, in concomitanza con l’organizzazione dell’evento curato da altre realtà associative locali “La ciao del paes” che venerdì 14 agosto ha portato in piazza la disfida tra i rioni di Predazzo, per contendersi, con la rievocazione dei giochi di una volta, la chiave del paese. Questo  stato d’animo “non è una semplice nostalgia, è un legame indissolubile con le radici, che si manifesta in un desiderio incessante di riabbracciare le tradizioni e i luoghi familiari che definiscono la propria identità”.

 

L’iniziativa “Doi ciacere en Pardacian” è proprio questo, utilizzare il dialetto del proprio paese in modo creativo e inaspettato facendo incontrare passato e presente, rinnovando tradizioni antiche e nutrendo la comunità di significati profondi.

Un’altra delle Buone prassi di Pro Loco da cui prendere spunto.