08/11/2024 — Scintille
L’arte del prendersi cura: la Pro Loco di Vallarsa restituisce quattro sentieri storici agli amanti della montagna

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L’amore dei volontari della Pro Loco per il posto in cui abitano si esprime anche nella cura di spazi e strutture utilizzate dalla comunità e da chi viene a trascorrere qualche giorno di vacanza. La Pro Loco Vallarsa ha riaperto e sistemato alcuni percorsi storici, rendendoli nuovamente fruibili dagli appassionati di montagna.
Nel 2014, un gruppo di amici vallarseri ha riaperto e attrezzato alcuni percorsi storici che attraversano la loro valle: il Senter del Salto, l’Arroccamento Lora-Sogi, la Cresta dell’Argano sul Monte Corno e l’Arroccamento del Valmorbia Werk. Quest’estate, a dieci anni di distanza, gli stessi volontari – oggi parte della Pro Loco di Vallarsa – si sono impegnati per ripulire i sentieri dalla vegetazione e rendere i percorsi sicuri e agevoli. Un chiaro esempio di come le Pro Loco possano contribuire attivamente alla cura del territorio e alla preservazione della sua memoria storica.
Ne parliamo con Luca Campagna, presidente della Pro Loco di Vallarsa e alpinista esperto.Luca, ci racconti come nasce l’idea di recuperare questi percorsi?
Prima di tutto, vorrei fare una premessa. La Vallarsa è una valle isolata, composta da 43 frazioni e abitata da appena 1.500 persone. Non ci sono grandi attività industriali o artigianali, e il turismo è poco invasivo. È un luogo selvaggio e incontaminato, dominato da due bellissime montagne: il Gruppo del Carega, nelle Piccole Dolomiti, e il Pasubio. Entrambe sono contraddistinte da una lunga tradizione alpinistica, in particolare sul versante vicentino, grazie a figure storiche come quella di Gino Soldà.
La valle, inoltre, vanta una rete di sentieri ben curati grazie al lavoro del CAI, sul lato vicentino, e della SAT, sul versante trentino, con itinerari alpinistici e percorsi storici, che seguono le tracce della Prima Guerra Mondiale. Purtroppo, alcuni di questi percorsi sono stati dimenticati nel corso dei decenni.
E quindi cosa avete fatto?
Negli ultimi anni, insieme ad alcuni amici, ci siamo impegnati per riportarli alla luce e provare a preservare la memoria storica della valle. Si tratta soprattutto di itinerari semialpinistici e di sentieri di arroccamento e creste attrezzate, che venivano utilizzati da alpini e Kaiserjäger, a quota 2000 metri.
Nel 2014, abbiamo avviato un grande lavoro di recupero: motoseghe alla mano, abbiamo ripulito e sistemato i percorsi, mettendo in sicurezza i passaggi più esposti e attrezzandoli per favorirne la fruizione. Quest’anno abbiamo deciso di rimetterci mano per migliorare ulteriormente la sicurezza e la percorribilità.
Dopo dieci anni, la vegetazione aveva parzialmente ostruito alcuni passaggi, anche se in alta quota non era troppo invasiva. Poi abbiamo deciso di sostituire i chiodi a pressione per evitare che l’usura ne compromettesse la sicurezza.
Non sono itinerari banali, ma sono accessibili a quegli escursionisti esperti che vogliono scoprire paesaggi storici unici.Cosa vi ha spinto a intraprendere questa impresa? Avete incontrato delle difficoltà?
Non è stato facile, ma il desiderio di riscoprire un pezzetto di storia e di fare qualcosa di utile per la comunità ci ha dato la motivazione giusta.Alcuni sentieri li avevamo sentiti nominare solo dagli anziani del posto o visti su vecchi documenti. Esplorando, abbiamo trovato passerelle in larice, gallerie, scalini intagliati nella roccia e scorci bellissimi. Ma non solo. Grazie a un documento che ci è stato dato dagli alpini di Vallarsa, abbiamo scoperto che sul Monte Corno, dove fu catturato Cesare Battisti, c’era un argano usato per recuperare bombarde e cannoni. Sotto l’argano, in un camino, i soldati avevano costruito una scala a chiocciola di cemento, da cui ne partiva un’altra, in legno, lunga 30 metri, Oggi, purtroppo, la scala di legno non esiste più, ma quella a chiocciola è ancora lì. È stata una scoperta davvero affascinante.
Quindi la Pro Loco può avere anche un ruolo da protagonista nella riqualificazione del territorio e nella riscoperta della sua memoria storica…
Esatto. Nella nostra valle quasi ogni frazione ha la sua associazione, che organizza eventi e occasioni conviviali con cibo, musica e intrattenimento. Noi, come Pro Loco, abbiamo deciso di non sovrapporci al lavoro di queste realtà, ma di proporre delle attività alternative, che vadano a completare l’offerta del territorio. Inseriamo sempre un elemento culturale in quello che facciamo, con un’attenzione particolare alla storia, che secondo noi può contribuire a rafforzare l’identità della valle e a darle visibilità.
Lo facciamo attraverso pubblicazioni, video ed eventi, ma anche attraverso il recupero di vecchi pozzi, dei muretti a secco, delle usanze e dei toponimi cimbri e appunto dei sentieri.
Molti anziani ci hanno ringraziato moltissimo per aver ridato vita al “Senter del Salto”, un percorso usato fin dal Settecento per scendere rapidamente dalla Malga Cosmagnon, la più alta della nostra valle, di cui purtroppo, negli ultimi decenni si erano perse le tracce. Una soddisfazione enorme, che ci ha ripagato di tutti gli sforzi.